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Come ridurre l’inquinamento con il bambù

Ogni giorno siamo bombardati da notizie allarmanti circa la salute del nostro pianeta che è sempre più oppresso dall’inquinamento, parallelamente ciò veniamo inondati anche da messaggi di sensibilizzazione che ci spingono a riciclare. Questa è davvero la scelta giusta o è solo un modo per tamponare il problema?

 

È sbagliato pensare che la contaminazione delle acque e dell’aria sia colpa esclusiva delle grandi aziende che disperdono liquami e gas nell’ambiente, tutti noi possiamo fare qualcosa, nel nostro piccolo, per ridurre le materie inquinanti. Un’idea è quella di scegliere prodotti sfusi in quanto gli imballaggi sono la prima causa dell’inquinamento ambientale, infatti diventano un rifiuto non appena si riporta l’oggetto a casa. Questo non basta però, anche i prodotti stessi quando terminano la loro destinazione d’uso o si danneggiano devono essere smaltiti in qualche modo. Il riciclo di plastica, carta e vetro potrebbe essere una soluzione perché il rifiuto non è più tale ma, sottoposto a una lavorazione, torna nuovamente nel ciclo produttivo.

 

Forse non ci avete mai pensato, ma sapevate che anche riciclare può inquinare? Essendo un procedimento industriale utilizza energia e risorse, immette anidride carbonica nell’aria e crea dei residui, anche se minimi, che si riversano nell’ambiente. Quindi anche riciclando non ci stiamo prendendo cura del nostro pianeta, ma non preoccupatevi una soluzione definitiva c’è, si tratta dei materiali biodegradabili. Questa parola indica una sostanza che quando viene gettata via, grazie agli agenti atmosferici o per l’azione dei microorganismi che si trovano nel terreno, nell’aria e nell’acqua, può essere trasformata in un residuo sempre più piccolo che poi verrà inglobato dall’ecosistema stesso. In questo modo si potrebbe risolvere il problema dell’inquinamento alla base.

 

Un materiale biodegradabile è il bambù, una pianta erbacea dalle molteplici virtù. È resistente e flessibile, perfetto per la costruzione di utensili per la casa e la cucina, in alternativa, si possono impiegare le sue fibre per la creazione di tessuti e spugne. Non è finita qui perché da estratti delle parti erbacee della pianta si ricavano prodotti cosmetici, dal sapone alle creme, con effetto antisettico e rinfrescante, ottime per prendersi cura della propria igiene personale. Se scegliete prodotti a base di bambù, una volta che il loro ciclo vitale è finito non dovrete avere nessuna remora a gettarli direttamente nel bidone dei rifiuti organici o nel compost in giardino, tempo qualche mese e si trasformeranno in morbido terriccio, ottimo per far crescere piante e fiori.

 

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