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La (micro)Plastica sta conquistando il mondo



La plastica ha conquistato il mondo. È stata creata per durare nel tempo, non degradarsi ed è utilizzata per scopi più che nobili.

Basti pensare alle strumentazioni di laboratorio, protezione di macchinari o addirittura di persone che devono operare in ambienti molto proibitivi.

Un grande vantaggio, rispetto ai metalli, è la resistenza a molte sostanze chimiche, la leggerezza ed il minor costo di produzione.

Pensate alla vostra casa, immaginate il vostro spazzolino, il vostro rasoio o il vostro phon realizzato in metallo. Sarebbero così comodi e sicuri?

Da questo piccolo incipit è facile capire il perché i prodotti realizzati in plastica abbiano conquistato il loro posto di predominio nel mercato e nell’uso quotidiano.

Ma come in tutte le cose c’è sempre un rovescio della medaglia.

Proprio per questa sua natura durevole e resistente non sono state considerate due cose. Una molto evidente ed un'altra più silente ed infida.

Il problema più palese è quello dei rifiuti di piccole e medie dimensioni. Le bottiglie, i sacchetti per la spesa, ed ogni altro genere di rifiuto plastico che stiamo cercando di contenere con la raccolta differenziata.

Il secondo è quello nascosto, che è passato sotto gli occhi di tutti in silenzio fin quando non lo si è cercato: la Microplastica

Ma di cosa si tratta? con questo termine si definiscono tutte le particelle di materiale plastico con dimensioni da 1 mm fino a 0,0001 mm. Possono essere create dall’uomo durante i processi industriali o posso generarsi dall’erosione dei rifiuti degradati dalle condizioni atmosferiche o dallo stesso utilizzo. Basti pensare che le microplastiche generate dallo sfregamento delle gomme delle auto sull’asfalto sono state trovate perfino nell’oceano.

Alcune molecole di plastica sono state rilevavate perfino il polo sud.

Ma nella nostra casa dove si generano le microplastiche?

La risposta è tanto semplice quanto sorprendente!

Il più grande generatore di particelle di plastica è la lavatrice. Ogni qualvolta laviamo un indumento di fibre sintetiche, un panno in microfibra o utilizziamo una spugna in materiale sintetico vengono rilasciate microplastiche che raggiungono poi il mare.

Oltre all'inquinamento dell'ambiente marino e fluviale se ne aggiunge un altro ancora più grande e preoccupante. Queste particelle vengono mangiate dai pesci e cetacei mettendo a rischio la loro salute ed inoltre potenzialmente ritornano sulla nostra tavola.

Uno studio dell'American Chemical society del 09 giugno 2020 ha mostrato che nel pescato delle acque dell'Australia la quantità di microplastiche per ogni grammo di tessuto degli animali arrivava in alcuni casi fino a 3 mg. Purtroppo questo non si limita alle acque Australiane ma tutti i mari ed oceani ne sono colpiti.

Soluzioni?

Le soluzioni possono essere molte. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di dare il nostro contributo con il nostro e-shop con prodotti per la casa di origine naturale. Come ad esempio i panni per la casa Pan-boo in fibra di bambù, quindi biodegradabile e basso impatto ambientale.

I cambiamenti della situazione globale dipendono dalle scelte individuali

 

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